Verso una Sociologia Costruttiva: il realismo dinamico e la progettazione sociale dinontorganica

di Antonio Rossello

Nota di lettura: Il presente articolo offre una disamina sistematica e dettagliata del saggio integrale allegato (disponibile in calce nel file PDF), finalizzata a introdurre nel dibattito sociologico contemporaneo il paradigma alternativo del realismo dinamico.

1. Introduzione: perché Demaria oggi?

Nel panorama sociologico contemporaneo, spesso diviso tra l’approccio critico-decostruttivo e le metodologie quantitative, emerge l’esigenza di una teoria della realtà storica che ne colga la specificità ontologica rispetto alla natura. La proposta di Tommaso Demaria (1908-1996), teologo e filosofo salesiano, risponde a questa necessità offrendo una “terza via” concettuale e pratica, radicalmente alternativa sia al capitalismo che al marxismo. Il saggio allegato dimostra come il realismo dinamico non sia un’astratta speculazione metafisica, bensì una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per una sociologia costruttiva, capace di governare i complessi processi di innovazione e rigenerazione del nostro tempo.

2. La cornice teoretica: l’ente dinamico e la realtà storica

Il fulcro del pensiero demariano risiede nella distinzione tra due categorie ontologiche:

  • Ente Statico (ens cuius essentia est): l’ente la cui essenza è compiuta fin dal primo istante (es. rocce, piante, animali). Essi crescono per sviluppo naturale, non per composizione.
  • Ente Dinamico (ens cuius essentia fit): l’ente la cui essenza non è data, ma “si fa” attivisticamente nello spazio e nel tempo attraverso l’agire.

Mentre l’essere umano è un ibrido (ente statico per l’individualità intrinseca e il libero arbitrio; ente dinamico per il suo storicizzarsi attraverso le scelte) , tutti gli enti interumani di secondo grado — come la famiglia, lo Stato e l’azienda — sono puramente enti dinamici. Essi non sono riducibili alla mera somma delle loro parti (le persone).

La realtà storica è l’ente dinamico per eccellenza (l’ente dinamico universale e concreto o EDUC). Essa non è un semplice sfondo inerte, ma un superorganismo dinamico vivo dotato di una logica vitale superpersonale. Con l’avvento dell’era industriale, la realtà storica ha subìto una discontinuità ontologica: da “statico-sacrale” (schiacciata sulla sopravvivenza) è divenuta essenzialmente “dinamica e secolare”, costringendo l’umanità a scegliere consapevolmente quali valori incarnare in essa.

Per generare e mantenere in vita questo superorganismo, la prassi umana deve conformarsi a cinque principi formali, denominati trascendentali dinamici:

  1. Religiosità (Sintetico): apertura costitutiva dell’azione al senso ultimo e all’unità del reale (non in senso confessionale).
  2. Educatività (Analitico): la necessità di riplasmare continuamente i componenti e i processi in vista del tutto.
  3. Moralità: l’imperativo etico per cui i comportamenti non devono “avvelenare” o danneggiare il superorganismo.
  4. Missionarietà: la propagazione della razionalità costruttiva a tutto il sistema.
  5. Socialità: l’inclusione di tutta la “materia” e di tutti gli enti componenti senza esclusioni.

A coronamento del sistema si pone il principio altruico organico: la persona vive per la vita del superorganismo nella sua totalità e il superorganismo dà vita alla persona nella sua totalità.

3. La critica al Capitalismo e alla prassi attuale

La razionalità oggi dominante — quella laicista-liberal-capitalista — è mossa dal principio di selezione competitiva della “predazione” (mors tua, vita mea). Secondo il realismo dinamico, tale modello è affetto da due deformazioni metafisiche:

  • Disorganicità: riduce la realtà storica alla sola funzione economica (approvvigionamento di risorse), dimenticando le altre dimensioni qualitative (valori, significati).
  • Assenza del principio altruico: utilizza le persone e le comunità come meri strumenti sacrificabili per la sopravvivenza competitiva dell’azienda.

4. L’Esperto di Progettazione Sociale (EPS) Dinontorganico

Se la progettazione sociale tradizionale si limita a essere analitico-strumentale (scomporre i bisogni per erogare servizi legati ai bandi), l’EPS dinontorganico si configura come un professionista della sintesi. Egli applica il metodo sintetico, il quale non isola i problemi, ma esplicita l’ente finale risultato della sintesi (il progetto stesso come ente dinamico di secondo grado) e pone ogni risorsa in relazione a esso.

Il Ciclo del Progetto Dinontorganico

Il saggio propone di ridefinire le quattro fasi standard del project management integrando i tre criteri chiave della dinontorganica (DINamico, ONTologico, ORGANico) e i cinque trascendentali:

5. L’Impresa dinontorganica e l’evoluzione dei Rating ESG

Il paradigma si applica concretamente anche al mondo aziendale, convertendo il motto competitivo in “vita tua, vita mea”. Nell’azienda dinontorganica il profitto perde il ruolo di fine ultimo: diventa lo strumento subordinato alla creatività, che a sua volta serve la costruttività (il bene comune dell’intera società).

Verso un Rating ESG “Ontologico”

Pur riconoscendo il valore dei correnti criteri ESG (Environmental, Social, Governance) per la mitigazione del rischio, il saggio ne evidenzia l’insufficienza intrinseca: un’azienda può ottenere un rating eccellente pur mantenendo una logica predatoria di fondo.

Un rating ESG dinontorganico deve compiere un salto di qualità:

  • Valutare se l’azienda opera per il superorganismo o per la sola sopravvivenza competitiva;
  • Misurare l’attivazione dei cinque trascendentali (es. capacità di formare “persone-cellule”);
  • Spostare la domanda fondamentale da “Quanti rischi eviti?” a “Quanta costruttività generi?”

6. Considerazioni epistemologiche e conclusioni

Il saggio mette in luce i vantaggi netti del realismo dinamico per le scienze sociali contemporanee:

  1. Superamento del dualismo Struttura/Azione: la realtà storica è un superorganismo che guida l’intenzionalità individuale, ma vive solo se continuamente sintetizzato dalle persone.
  2. Affrancamento dal riduzionismo: fornisce uno statuto metafisico proprio alla sociologia, senza ricalcare passivamente le scienze naturali.
  3. Dalla denuncia alla costruzione: orienta il ricercatore non solo a decostruire le asimmetrie del capitalismo, ma a progettare architetture sociali alternative fattibili (es. laboratori territoriali permanenti).

Sfide aperte per la ricerca futura

Il testo si conclude aprendo la strada a tre filoni di ricerca metodologica necessari per i prossimi anni:

  • La quantificazione: operazionalizzare concetti densi come “sintesi organica” e “altruismo” in indicatori statistici affidabili.
  • Il dialogo accademico: tradurre la metafisica demariana confrontandola con concetti consolidati (es. l’habitus di Bourdieu o i sistemi autopoietici di Luhmann).
  • La gestione del conflitto: declinare l’istanza unificante e finalistica di Demaria all’interno di contesti sociali caratterizzati da pluralismo esasperato e disaccordo sui valori.

In definitiva, l’invito rivolto alla comunità sociologica è quello di assumersi la responsabilità etica della costruzione sociale. Il realismo dinamico offre la struttura teorica; spetta alla sociologia applicata trasformarla in cantieri di nuova realtà.

dott. Antonio Rossello

File Allegato

Per approfondire lo schema metodologico completo, le filiere applicative (Welfare, Economia Civile, Innovazione Sociale) e i riferimenti bibliografici d’origine, si rimanda alla lettura del saggio completo:

Realismo dinamico, progettazione sociale e impresa dinontorganica


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