L’importanza dello sport nella società

dott/ssa Barbara Conti

Lo sport ha da sempre rivestito un ruolo di fondamentale importanza all’interno della società ma mai come oggi ha acquisito un valore fondante, soprattutto in un contesto come quello attuale, dove è in aumento la sedentarietà, in particolare tra i giovani, poiché favorita dall’uso incontrollato nei giovani, delle tecnologie informatiche,  videogames smartphone e tablet; è evidente come l’attività fisica in generale sia l’unico strumento che possa contrastare questi comportamenti sedentari e contribuire al miglioramento del benessere non solo fisico ma anche e soprattutto mentale, oltreché favorire la socializzazione e l’inclusione sociale.

Questo Benessere fisico e mentale si esprimeva già nell’antica Grecia, dove filosofia e sport erano strettamente uniti. Basti pensare che Platone e Socrate praticavano sport. Lo sport nell’antica Grecia si praticava nel Ginnasio, allo scopo di perfezionare se stessi e dare vigore sia al corpo che alla mente. Più di recente L’antropologo Marcel Mauss ha definito lo sport come un fatto sociale totale, cioè un insieme di attività che comprende ambiti diversi, nel senso che lo sport mostra implicazioni di carattere economico, politico, culturale e giuridico in grado di trasmettere modelli di vita e corrette pratiche di comportamento. Questa definizione dà allo sport un grande valore sociale.

In questa direzione Nelson Mandela sosteneva che “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni, ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose, ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era disperazione”.

Prendendo spunto da queste accezioni si può affermare che lo sport è oggi radicato nel tessuto economico e sociale e oltre ad avere una funzione sociale ha anche un ruolo importante dal punto di vista educativo. Attraverso l’attività sportiva, infatti, si educano le giovani generazioni, si educano al rispetto dei valori e ai sani principi. Lo sport, infatti, ha il potere di trasmettere ai giovani i valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto delle regole e del rispetto dell’altro. Questi sono i principi fondanti di ogni società sana. Il Consiglio dell’Unione Europea ha sottolineato come lo sport sia fonte e motore di inclusione sociale e viene riconosciuto come strumento eccellente per l’integrazione delle minoranze e dei gruppi a rischio di emarginazione sociale.

Lo sport infatti insegna valori quali il rispetto,  la collaborazione, l’orientamento al risultato, la competizione, il sacrificio, la disciplina e la costanza, l’integrazione e l’appartenenza e suscita anche emozioni in chi lo pratica. Ma nella società odierna, basta fare sport per crescere bene? Purtroppo ciò non è sufficiente; è evidente che lo sport da solo non basta ma sicuramente costituisce un fattore importante per contribuire a migliorare i comportamenti e la crescita dei giovani, aiutandoli a controllare il proprio carattere, rispettare l’impegno preso ed essere più responsabili e maggiormente capaci di strutturare il proprio tempo. Per i bambini deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento ma con la consapevolezza che la disciplina è alla base di ogni attività sportiva.

Se per i bambini l’attività sportiva va intesa in senso ludico-ricreativo, come un gioco senza pretese, al fine di favorire la socializzazione e fare sì che imparino ad ascoltare, osservare e rispettare le regole e i compagni, per gli adolescenti invece l’attenzione si sposta più sul fisico e sugli obiettivi da raggiungere. Lo sport mette i ragazzi alla prova aiutandoli a superare limiti ben precisi e a realizzare degli obiettivi. Ecco quindi che lo sport è inteso come strumento educativo perché a prescindere dall’obiettivo che ogni singolo atleta raggiunge, attraverso lo sport, comunque, si formano in primis le persone in quanto tali. In questa valenza educativa, fondamentale importanza riveste anche l’allenatore che, oltre ad essere una guida sportiva, deve essere principalmente un buon educatore, capace di trasmettere ai giovani i valori dello sport, incoraggiare l’autostima, renderli autonomi e responsabili.

L’allenatore, quindi, assume un ruolo centrale nella vita di ogni giovane e, unitamente alla scuola e alla famiglia, costituisce la terza istituzione sociale che, con il suo lavoro quotidiano e costante, contribuisce alla crescita sana dei giovani. Nella società odierna, dove sono venuti meno molti valori, dove prevale l’individualismo, l’egocentrismo, l’apparenza, dove vi è la fluidità di tutti i valori, ecco che allora lo sport, a qualsiasi livello venga praticato, può essere un punto di partenza per poter ri-affermare all’interno della società valori e principi sani e fare spazio a comportamenti etici, al fine di favorire  l’affermazione delle relazioni sociali, che col tempo si sono andate sempre più indebolendo.

Dottoressa Barbara Conti – (sociologa e analista di fenomeni sociali e politici – Giornalista pubblicista- Istruttrice FIDAL)


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