Lo sfondamento semantico
Una teoria triadica con pragmatica: rifondazione, manipolazione e criteri diagnostici
di Antonio Rossello
Si propone una formulazione scientifica dello «sfondamento semantico», concetto introdotto dall’autore in due articoli giornalistici (Rossello 2026a; 2026b): lo scollamento tra un’espressione e il suo referente originario, prodotto da mutamenti extralinguistici o da usi pragmatici strategici. Sul triangolo di Ogden e Richards, integrato con il soggetto della pragmatica, il mutamento semantico autentico (spontaneo o dichiarato) è distinto dalla manipolazione. Sono descritti quattro meccanismi manipolativi, un protocollo diagnostico a cinque test e un’analogia strutturale con il realismo verbale e l’iper-semiosi clinici. Il caso illustrativo è la sequenza «operazione militare speciale» → «guerra su vasta scala», nella lettura dell’autore.
1. Problema e delimitazione
2. Quadro teorico

Si definisce adeguazione (A) la condizione per cui C è stabilito da convenzione pubblica ed è controllabile su R.
3. Definizione
4. Tipologia

Nota terminologica. Il «mutamento semantico autentico» degli articoli comprende deriva e rifondazione. Nell’articolo 2026a l’espressione «atto di rifondazione del linguaggio» è riferita a una dichiarazione di Peskov, intesa come riscrittura strategica della storia: nel lessico del saggio è una pseudo-rifondazione, cioè una manipolazione che si presenta come rifondazione perché attribuisce il cambio a un R′ imposto da altri.
FIG.2

5. Meccanismi della manipolazione


6. Protocollo diagnostico
I cinque test hanno pesi diversi. Costitutivi (decidono): (1) test del referente, cioè se R è cambiato in modo constatabile da fonti indipendenti da Σ; (2) test di verificabilità, cioè se il nuovo uso è controllabile e contestabile sui fatti. Procedurale: (3) reversibilità e trasparenza, cioè se il cambio è dichiarato e motivato o presentato come ovvio. Indiziari (non dirimenti): (4) cui prodest, perché anche una rifondazione può avvantaggiare qualcuno; (5) continuità con gli usi storici e i casi analoghi.

7. Analogia clinica
Non esiste, per quanto risulta, un concetto clinico standard di «sfondamento semantico». Esistono nozioni vicine: il realismo nominale (Piaget), la magia del nome (Frazer), l’allentamento dei nessi associativi (Bleuler) e la semiosi illimitata (Eco), quest’ultima non patologica. L’omologia è solo strutturale:

Differiscono volontarietà, scala, reversibilità e funzione, per cui l’analogia ha valore euristico e non va usata per patologizzare il discorso pubblico.
8. Caso illustrativo
L’autore assume la sequenza «operazione militare speciale» → «guerra su vasta scala» come caso esemplare (Rossello 2026a; 2026b). Primo passaggio (2022): nella sua lettura l’espressione non descriveva nulla di reale, ma mascherava un’invasione su larga scala con un termine da manuale di polizia, ossia una restrizione di C e un occultamento di R (M2, M3). Secondo passaggio (2026): si parla di «guerra su vasta scala» e si minaccia di paralizzare l’infrastruttura civile ucraina. Per l’autore non è l’adeguamento del linguaggio a un referente cambiato, ma una riscrittura del rapporto tra segno e mondo: il cambio è attribuito all’esterno (all’Occidente), mossa tipica della manipolazione, perché non ammette la trasformazione e la presenta come reazione a quella altrui. La dichiarazione di Peskov è dunque una pseudo-rifondazione. Il cambio di etichetta ha inoltre effetti performativi (M1): sblocca strumenti giuridici già predisposti, come mobilitazione, censura militare ed economia di guerra, e normalizza queste conseguenze davanti al pubblico.

Applicazione del protocollo.
Test 3: il cambio non è dichiarato come proprio ma attribuito a terzi. Test 4: gli effetti ampliano poteri repressivi e mobilitativi. Test 1 e 2: richiedono fonti indipendenti sul mutamento di R e sull’uso dei termini. Gli articoli dell’autore sono qui la fonte della tesi e non la prova di R, e i fatti che riportano (dichiarazioni, piani d’attacco, norme) non sono stati verificati autonomamente in questo saggio.
9. Limiti e punti aperti
•Confine deriva/manipolazione: servono soglie (rapidità, intenzionalità, centralizzazione della fonte).
Dott. Antonio Rossello
Bibliografia di riferimento
- Austin J.L., How to Do Things with Words, Oxford, Clarendon Press, 1962.
- Bleuler E., Dementia praecox oder Gruppe der Schizophrenien, Leipzig-Wien, Deuticke, 1911.
- Eco U., Trattato di semiotica generale, Milano, Bompiani, 1975.
- Frazer J.G., The Golden Bough, London, Macmillan, 1890.
- Morris C.W., Foundations of the Theory of Signs, Chicago, University of Chicago Press, 1938.
- Ogden C.K., Richards I.A., The Meaning of Meaning, London, Kegan Paul, 1923.
- Orwell G., Nineteen Eighty-Four, London, Secker & Warburg, 1949.
- Peirce C.S., Collected Papers, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1931-1958.
- Piaget J., La représentation du monde chez l’enfant, Paris, Alcan, 1926.
- Rossello A. (2026a), «La guerra delle parole: dall’“operazione militare speciale” alla minaccia totale», Eco di Savona, 5 ottobre 2026, https://www.ecodisavona.it/la-guerra-delle-parole-dalloperazione-militare-speciale-alla-minaccia-totale/.
- Rossello A. (2026b), «Dalla “operazione speciale” alla guerra totale», Il Corriere Nazionale, 5 ottobre 2026, https://www.corrierenazionale.net/2026/10/05/dalla-operazione-speciale-alla-guerra-totale/.






