Gli effetti dannosi dei cellulari sulla salute di bambini ed adolescenti

di Barbara Conti

Ogni anno in più senza smartphone è un investimento nella salute del bambino”. Questo monito è stato lanciato, qualche mese fa, dalla Società Italiana di Pediatria1per fare riflettere sull’uso dei dispositivi digitali e dell’intelligenza artificiale da parte dei più piccoli. L’età pediatrica è una fase delicata di straordinaria vulnerabilità e crescita: il cervello in questa fase continua a formarsi ed a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Una stimolazione digitale precoce e prolungata può generare diversi danni, alterando attenzione, apprendimento e regolazione emotiva.

Al giorno d’oggi, la tecnologia è utile, si sa, ma da diversi anni si assiste, ormai, ad un uso eccessivo dei cellulari da parte dei bambini al di sotto dei 12 anni. I genitori, purtroppo, non sempre hanno consapevolezza del danno che procurano ai loro figli regalando un cellulare in età precoce; in una società frenetica dove tutti sono presi dal lavoro e da mille impegni, ecco che il cellulare diventa un babysitter, un modo per intrattenere i bambini più piccoli e così il genitore si sente più spensierato, più tranquillo; nello stesso tempo, rappresenta un modo per lasciare ai figli maggiore libertà quando escono, perché tanto hanno il cellulare e possono sapere dove sono, ma in realtà si sta sottovalutando un problema rilevante: i danni che il bambino può subire a seguito dell’eccessivo uso di tali dispositivi. L’utilizzo illimitato dei dispositivi digitali, infatti, espone i bambini a problemi vari: rischio di obesità, problemi cardiovascolari, dipendenze digitali, problemi dello sviluppo cognitivo, del sonno, della salute mentale, della vista oltre che al cyberbullismo e ad altri pericoli online. Nei bambini sotto i 13 anni l’eccessivo uso di dispositivi elettronici può produrre ritardi del linguaggio, calo dell’attenzione e peggioramento del sonno. Negli adolescenti crescono sintomi di ansia, isolamento, dipendenza dai social e perdita di autostima. Ogni ora passata davanti ad uno schermo è un’ora sottratta ad altre attività che, invece, potrebbero essere più salutari, come il gioco, lo sport, la creatività.

Nella società odierna numerosi bambini al di sotto di dieci anni, sono già in possesso di un cellulare e lo utilizzano, spesso, senza limiti di tempo. L’utilizzo del cellulare da parte dei bambini, può avere effetti negativi a quest’età, soprattutto effetti sullo sviluppo cognitivo, comportamentale e sulla salute. Per quanto riguarda gli effetti cognitivi, si segnalano la riduzione della capacità di attenzione e di memoria, ritardo del linguaggio, diminuzione delle capacità matematiche. Dal punto di vista comportamentale, si assiste ad un aumento dell’impulsività, diminuzione della capacità di autocontrollo, isolamento e riduzione dei rapporti con i propri coetanei, oltre ai disturbi comportamentali, come frustrazione e rifiuto dei limiti. Ma ci sono altri effetti dannosi sulla salute, in modo particolare problemi alla vista, secchezza oculare, irritazione ed abbagliamento ed anche mal di testa, cervicalgia, dolori alle braccia ed ai polsi e mal di schiena. Tra le varie problematiche vi è anche quella legata al sonno: i pediatri raccomandano di evitare l’esposizione agli schermi prima dei 2 anni di età, inoltre è fortemente sconsigliato l’utilizzo almeno due ore prima di andare a dormire la sera, sia nei bambini che negli adolescenti, perché l’esposizione alla luce prodotta dagli schermi, rende difficoltoso il sonno. Tutto ciò non deve fare pensare che la tecnologia debba essere demonizzata, ma occorre insegnare ai bambini ed ai ragazzi, che bisogna utilizzarla con misura e consapevolezza. Non esiste un momento ideale per dare il cellulare ai bambini, perché ogni situazione familiare è unica, ma diversi studi indicano come fascia anagrafica di riferimento per un utilizzo più consapevole del cellulare, quella intorno ai 13-14 anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di ridurre il tempo davanti ai dispositivi elettronici e di incentivare, invece, i bambini a praticare altre attività più stimolanti, come, ad esempio, l’attività sportiva. Perché è importante ciò? Perché l’attività fisica regolare, oltre a fare bene dal punto di vista fisico, favorisce la socializzazione, la crescita e lo sviluppo armonioso dei bambini. Restare per un tempo prolungato davanti ad uno schermo di uno smartphone o di un tablet può aumentare, come detto, il rischio di sovrappeso o obesità e malattie cardiovascolari oltre che produrre difficoltà a livello di linguaggio e comprensione. Il telefono è sicuramente uno strumento utile, ma va utilizzato quando i bambini hanno acquisito già una certa maturità; a dieci anni o età inferiore, i bambini non sono ancora abbastanza maturi e non hanno ancora acquisito la capacità di discernere cosa sia corretto e cosa no, nell’utilizzo di tali dispositivi, perché tutto viene considerato come un gioco, ma con il rischio di incorrere in situazioni spiacevoli. Inoltre, più i bambini sono precoci nell’utilizzo degli smartphone e nella partecipazione ai social, più il loro rendimento scolastico cala. Questo è stato dimostrato anche in una recente ricerca Eyes Up pubblicata nel mese di febbraio 2025, (Early exposure to screens and unequal performance), condotta dall’Università Bicocca di Milano in collaborazione con l’ateneo di Brescia, l’associazione Sloworking e il Centro studi Socialis2 e con il finanziamento della Fondazione Cariplo: è stato dimostrato che la digitalizzazione precoce influenza in maniera negativa il percorso educativo. Lo studio è stato condotto su più di 6000 alunni della regione Lombardia. È stato evidenziato, tra l’altro, che chi dedica molto tempo ad utilizzare il cellulare, riesce ad ottenere meno risultati nello studio, determinando un approccio superficiale all’approfondimento, una minore concentrazione e una maggiore tendenza alla distrazione, con conseguenti scarsi risultati scolastici. Vi sono, inoltre, gli studi di neuroimaging che mostrano modifiche nelle aree cerebrali legate proprio all’attenzione ed alla comprensione. E poi l’impatto sul sonno e la salute mentale: l’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, favorendo deprivazione cronica di sonno. Ma un uso intensivo dei dispositivi genera ansia, sintomi depressivi e minore autostima. Oltre a ciò, crescono anche cyberbullismo e violenza online, in aumento, purtroppo, anche tra i più piccoli (+26% tra 10 e 13 anni). Le vittime presentano un rischio triplo di ideazione suicidaria. L’esposizione a contenuti violenti o sessualmente espliciti aumenta aggressività e disagio emotivo. È fondamentale, quindi, una riflessione e fare un uso consapevole del telefono, evitando di esporre i bambini troppo precocemente all’utilizzo di questi dispositivi, soprattutto evitare di utilizzarli come ‘calmante’, ma piuttosto incentivare le interazioni reali.

Dott.ssa Barbara Conti, Sociologa specialista, Giornalista e Direttrice responsabile Sociologia On Web

  1. Società Italiana di Pediatria, Ogni anno senza digitale è un investimento sulla salute. Il Family Plan digitale per proteggere bambini e adolescenti, www.sip.it ↩︎
  2. Per approfondimenti si veda il Report di fine progetto Eyes up. Precocità digitale performance scolastiche e disuguaglianze: nuove evidenze e prospettive www.benesseredigitale.eu/i-progetti/eyes-up ↩︎

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