Lo sfondamento semantico

di Antonio Rossello

Si propone una formulazione scientifica dello «sfondamento semantico», concetto introdotto dall’autore in due articoli giornalistici (Rossello 2026a; 2026b): lo scollamento tra un’espressione e il suo referente originario, prodotto da mutamenti extralinguistici o da usi pragmatici strategici. Sul triangolo di Ogden e Richards, integrato con il soggetto della pragmatica, il mutamento semantico autentico (spontaneo o dichiarato) è distinto dalla manipolazione. Sono descritti quattro meccanismi manipolativi, un protocollo diagnostico a cinque test e un’analogia strutturale con il realismo verbale e l’iper-semiosi clinici. Il caso illustrativo è la sequenza «operazione militare speciale» → «guerra su vasta scala», nella lettura dell’autore.

1. Problema e delimitazione

Negli articoli (Rossello 2026a; 2026b) lo sfondamento semantico è lo scollamento tra un’espressione e il suo referente originario, prodotto da mutamenti extralinguistici o da usi pragmatici strategici: la parola continua a circolare ma non indica più ciò che indicava. Non è ambiguità né polisemia fisiologica. Può accadere in due modi opposti. Nel mutamento semantico autentico il cambiamento è diffuso, graduale e motivato da trasformazioni reali e condivise (come «web» o «cellulare»). Nella manipolazione semantica è imposto dall’alto, strategico e non corrisponde a un mutamento condiviso della realtà. Nella sua forma manipolativa lo sfondamento è, secondo l’autore, una tecnologia del potere: quando il segno si stacca dal referente la parola smette di descrivere e comincia a governare. Il saggio ne dà una formulazione con criteri controllabili, senza ridurre il fenomeno a «propaganda» e senza trattarlo come patologia.

2. Quadro teorico

Si assume il triangolo di Ogden e Richards (1923): il simbolo S (segno, significante, representation) non si collega direttamente al referente R (oggetto, fenomeno, world), ma solo tramite il concetto C (pensiero, referenza, thought). Il lato S–C è la significazione (symbolizes), il lato C–R è il riferimento (refers to) e la base S–R è la denotazione (stands for), tratteggiata perché solo imputata.A questo si aggiunge il soggetto Σ, che usa e governa il segno. In termini morrisiani la sintattica riguarda i rapporti segno-segno, la semantica i rapporti segno-oggetto (la base) e la pragmatica i rapporti segno-interprete: Σ. Lo sfondamento è quindi un atto pragmatico con effetto semantico. Si usa «referenza» solo per C, mai per R.

Si definisce adeguazione (A) la condizione per cui C è stabilito da convenzione pubblica ed è controllabile su R.

3. Definizione

Sfondamento semantico (genere, come negli articoli): scollamento tra segno e referente originario per mutamenti extralinguistici o usi pragmatici strategici. In senso stretto, pragmatico: intervento di Σ su S, C o sulle loro relazioni con R, tale che il linguaggio smette di descrivere la realtà e la sostituisce. Specie: mutamento autentico, articolato in deriva (spontanea, senza regia) e rifondazione (dichiarata e motivata da R′), e manipolazione.

4. Tipologia

Nota terminologica. Il «mutamento semantico autentico» degli articoli comprende deriva e rifondazione. Nell’articolo 2026a l’espressione «atto di rifondazione del linguaggio» è riferita a una dichiarazione di Peskov, intesa come riscrittura strategica della storia: nel lessico del saggio è una pseudo-rifondazione, cioè una manipolazione che si presenta come rifondazione perché attribuisce il cambio a un R′ imposto da altri.

FIG.2

5. Meccanismi della manipolazione

6. Protocollo diagnostico

I cinque test hanno pesi diversi. Costitutivi (decidono): (1) test del referente, cioè se R è cambiato in modo constatabile da fonti indipendenti da Σ; (2) test di verificabilità, cioè se il nuovo uso è controllabile e contestabile sui fatti. Procedurale: (3) reversibilità e trasparenza, cioè se il cambio è dichiarato e motivato o presentato come ovvio. Indiziari (non dirimenti): (4) cui prodest, perché anche una rifondazione può avvantaggiare qualcuno; (5) continuità con gli usi storici e i casi analoghi.

7. Analogia clinica

Non esiste, per quanto risulta, un concetto clinico standard di «sfondamento semantico». Esistono nozioni vicine: il realismo nominale (Piaget), la magia del nome (Frazer), l’allentamento dei nessi associativi (Bleuler) e la semiosi illimitata (Eco), quest’ultima non patologica. L’omologia è solo strutturale:

Differiscono volontarietà, scala, reversibilità e funzione, per cui l’analogia ha valore euristico e non va usata per patologizzare il discorso pubblico.

8. Caso illustrativo

L’autore assume la sequenza «operazione militare speciale» → «guerra su vasta scala» come caso esemplare (Rossello 2026a; 2026b). Primo passaggio (2022): nella sua lettura l’espressione non descriveva nulla di reale, ma mascherava un’invasione su larga scala con un termine da manuale di polizia, ossia una restrizione di C e un occultamento di R (M2, M3). Secondo passaggio (2026): si parla di «guerra su vasta scala» e si minaccia di paralizzare l’infrastruttura civile ucraina. Per l’autore non è l’adeguamento del linguaggio a un referente cambiato, ma una riscrittura del rapporto tra segno e mondo: il cambio è attribuito all’esterno (all’Occidente), mossa tipica della manipolazione, perché non ammette la trasformazione e la presenta come reazione a quella altrui. La dichiarazione di Peskov è dunque una pseudo-rifondazione. Il cambio di etichetta ha inoltre effetti performativi (M1): sblocca strumenti giuridici già predisposti, come mobilitazione, censura militare ed economia di guerra, e normalizza queste conseguenze davanti al pubblico.

Applicazione del protocollo.

Test 3: il cambio non è dichiarato come proprio ma attribuito a terzi. Test 4: gli effetti ampliano poteri repressivi e mobilitativi. Test 1 e 2: richiedono fonti indipendenti sul mutamento di R e sull’uso dei termini. Gli articoli dell’autore sono qui la fonte della tesi e non la prova di R, e i fatti che riportano (dichiarazioni, piani d’attacco, norme) non sono stati verificati autonomamente in questo saggio.

Implicazioni etico-politiche.

Se il linguaggio non è più vincolato al referente, nulla è più vincolato alla propria funzione: ospedali, scuole e centrali possono diventare «obiettivi militari». Per l’autore lo sfondamento manipolativo non colma il vuoto tra segno e realtà ma lo istituzionalizza, e diventa condizione di possibilità della violenza illimitata: quando le parole non indicano più le cose, le cose possono essere distrutte senza che nessuno debba risponderne.

9. Limiti e punti aperti

•Confine deriva/manipolazione: servono soglie (rapidità, intenzionalità, centralizzazione della fonte).

•Casi misti e adeguatezza lessicale: nel caso illustrativo il referente è almeno in parte mutato (escalation) e «guerra» è lessicalmente più adeguato di «operazione speciale». L’ipotesi manipolativa regge quindi sulla spiegazione causale che accompagna il cambio e sulla sua funzione (test 3 e 4), e non sul solo test 1. Il protocollo andrebbe affinato distinguendo l’adeguatezza del termine dalla narrazione che lo giustifica.

•Referente conteso: la verificabilità decide solo se le parti condividono standard di prova.

•Fonti del termine: il concetto è formulato dall’autore in due articoli giornalistici (Rossello 2026a; 2026b), che ne danno la definizione generale e le due vie (mutamento autentico e manipolazione). Il saggio li sviluppa aggiungendo il soggetto Σ, la distinzione tra deriva e rifondazione, i meccanismi e il protocollo. Poiché si tratta di autocitazione, gli articoli non sono conferma indipendente: serve letteratura terza.

•Validazione empirica: la teoria attende una prova su un corpus di casi codificati da più valutatori.

Dott. Antonio Rossello

Bibliografia di riferimento

  • Austin J.L., How to Do Things with Words, Oxford, Clarendon Press, 1962.
  • Bleuler E., Dementia praecox oder Gruppe der Schizophrenien, Leipzig-Wien, Deuticke, 1911.
  • Eco U., Trattato di semiotica generale, Milano, Bompiani, 1975.
  • Frazer J.G., The Golden Bough, London, Macmillan, 1890.
  • Morris C.W., Foundations of the Theory of Signs, Chicago, University of Chicago Press, 1938.
  • Ogden C.K., Richards I.A., The Meaning of Meaning, London, Kegan Paul, 1923.
  • Orwell G., Nineteen Eighty-Four, London, Secker & Warburg, 1949.
  • Peirce C.S., Collected Papers, Cambridge (MA), Harvard University Press, 1931-1958.
  • Piaget J., La représentation du monde chez l’enfant, Paris, Alcan, 1926.
  • Rossello A. (2026a), «La guerra delle parole: dall’“operazione militare speciale” alla minaccia totale», Eco di Savona, 5 ottobre 2026, https://www.ecodisavona.it/la-guerra-delle-parole-dalloperazione-militare-speciale-alla-minaccia-totale/.
  • Rossello A. (2026b), «Dalla “operazione speciale” alla guerra totale», Il Corriere Nazionale, 5 ottobre 2026, https://www.corrierenazionale.net/2026/10/05/dalla-operazione-speciale-alla-guerra-totale/.

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