METODI E SUGGESTIONI PER L’EDUCAZIONE INFANTILE NEGLI STUDI SOCIOLOGICO-RELIGIOSI

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DENISE ritoccataQuesto articolo è dedicato alla mia tesi che nasce nell’ambito della disciplina di Storia delle Religioni. Ho scelto la tematica incentrata su metodi e suggestioni dell’educazione infantile negli studi sociologico-religiosi, per l’amore che nutro nei confronti dei bambini ed in particolare per la mia esperienza appena arrivata in Italia. Il mio approccio all’interno dell’ambito scolastico è stato veramente un incubo, soprattutto per la mancanza di strumenti che mi permettessero di non essere discriminata da parte dei miei coetanei per la mancanza del linguaggio della lingua italiana. Affronto questo argomento proprio perché nella nostra epoca l’educazione oltre a coinvolgere tutti gli stimoli che vengono dal mondo è un tema attuale che desta molta preoccupazione. Tende a somigliare ad un frutto. Piantiamo il seme, osserviamo l’albero come cresce, ma non ci rendiamo conto che i fiori che stanno sbocciando non sono pieni di vita, di colore, sottovalutando che il frutto è marcio.  La colpa non possiamo darla all’albero, forse è stato curato male, non gli abbiamo dato le attenzioni necessarie, abbiamo pensato un giorno di annaffiarlo tantissimo per poi evitare di prenderci cura di lui nei i giorni successivi, dimenticandoci gli effetti negativi, eppure si può rimediare.

La domanda che sorge spontanea è, come?

Prendendoci cura dell’albero ogni giorno. Per me l’educazione è questo, è un processo necessario, frutto della continua interazione dell’ambiente circostante.  Ho fatto un piccolo viaggio dove mi sono soffermata sulle diverse funzionalità dell’istruzione, sui cambiamenti talune volte drastici che hanno interessato la figura dell’educatore, gli ambiti della formazione e soprattutto gli aspetti legati alla religiosità. A partire dall’antichità il rapporto tra educatore ed educando era basato sull’autorità e l’unica figura di rilievo era quella dell’educatore, dando poca importanza al bambino, ma con il passare degli anni l’attenzione si sposta sulla figura dell’educando, divenendo una relazione circolare caratterizzata dallo scambio di valori ed informazioni continue, ovvero l’educatore insegna al bambino, e l’educando fornisce informazioni al maestro.

Tra i metodi educativi più noti vi è quello della pedagogista Maria Montessori il quale porta il suo nome, questo metodo inizialmente era destinato ai bambini con diverse abilità trasformandosi nel corso degli anni come un vero e proprio metodo nei confronti di tutti. L’obiettivo di tale metodo è quello di fornire all’infante la libertà di manifestare la propria spontaneità ed autenticità, attraverso un’educazione cosmica che ha lo scopo di guidare il bambino verso l’amore per la vita, in particolare uno dei motti fondamentali è quello di dare il mondo al bambino.

Diversi sono i processi di scolarizzazione e descolarizzazione, proprio per questo motivo consiglio vivamente a tutti di leggere il saggio di Ivan Illich intitolatosi descolarizzare la società, ove viene messo in risalto il ruolo principale della scuola basato sulla nozionistica e sull’economia, dove la figura dell’uomo viene associata a quella di una merce. Assistiamo così ad una trasformazione, in cui l’educazione perde i suoi tratti distintivi divenendo una moda.

Guardando a quella che è la situazione attuale un contributo viene dato da Papa Francesco attraverso un proverbio africano: “per educare un bambino serve un intero villaggio, un villaggio che faccia crescere in tutti la consapevolezza, sentimenti di appartenenza e solidarietà per realizzare una convergenza globale, un villaggio che rappresenti contemporaneamente la sfera individuale e collettiva.”         DENISE

Viviamo in una generazione in cui i giovani sono completamente assorbiti dalle tecnologie digitali pertanto è necessaria anche un’educazione civica digitale, che si basi su due principi fondamentali, responsabilità e spirito critico, indispensabili per un corretto uso del web, poiché quest’ultimo presenta anche aspetti negativi quali: FAKE NEWS e CYBERBULLISMO.

La parola “educazione” nel corso degli anni viene accantonata e minimizzata, dimenticando che è una parola vitale, una necessità primaria e non una risorsa obbligatoria.

In particolare la multiculturalità ha sviluppato un cambiamento dei riti e dei rituali i quali devono adattarsi al mutamento sociale, mettendo in evidenza la salvaguardia della libertà di religione. Ma ciò che spaventa maggiormente oggi l’uomo è la libertà qualunque essa sia, come direbbe Hegel “Colui che teme la libertà, si rifugia nella sicurezza vitale preferendola alla libertà carca di rischi.” Concludo questo mio articolo mettendo in evidenza che l’unico strumento indispensabile per migliorare la condizione dell’esistenza umana è l’educazione.

 Dott.ssa Denisa Alexandra Cojocariu -Sociologa


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