L’ITALIA È POVERA PERCHÉ STA PERDENDO LA SUA RICCHEZZA PIÙ GRANDE, LA SOLIDARIETÀ

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 Il caso di Mimmo Lucano è uno spaccato  di un’Italia che cambia, tra falsi moralisti, tanti, e solidali lungimiranti, troppo pochi

CONVEGNO BARRIERE 1 DAVIDE FRANCESCHIELLOÈ Domenico di Croce, gip di Locri a parlare e riferire ancora di congetture, errori procedurali e inesattezze, “una formula vuota” che magistrati e investigatori hanno presentato in un preciso momento storico che sta attraversando l’Italia. Non sono mancati sui social quindi facili commenti di disprezzo di chi, a prescindere dai fatti, per mero pregiudizio non aspettava altro che di mettere alla gogna un sindaco, Mimmo Lucano, che ha fatto della Calabria e di Riace in particolare, centro dell’accoglienza universale e modello di integrazione e aggiungo, per molti aspetti molto simile a forme di inclusione sociale. Ma non solo giudizi approssimativi, figli dell’ignoranza, ma Lucano è stato esposto al pubblico ludibrio anche da diverse testate giornalistiche nazionali, molto vicine alla destra, rinvigoriti dalla possibilità di screditare “il paladino dell’accoglienza”, così lo definisce “Il Giornale” di Alessandro Sallusti titolando: “E venne il giorno in cui il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, paladino dell’accoglienza sfrenata, appese la fascia al chiodo”. Inutile commentare l’articolo, tanto sia ricolmo di pregiudizio e falso moralismo. Lo stesso che ha contraddistinto le dichiarazioni di Mario Giordano, oggi direttore strategie del gruppo Mediaset, che ieri sera, nella trasmissione “cartabianca” di Bianca Berlinguer, agitava cartelli, in modo abbastanza puerile e molto demagogico, sulle presunte e molto vacillanti accuse degli investigatori. Insomma c’era e c’è da combattere un “nemico”, il simbolo della solidarietà e della fratellanza che l’Italia, secondo loro, in questo momento non può “permettersi”. Oggi l’Italia, come mai nella su storia fatta di grandi emigrazioni, oltre Oceano, nel cuore dell’Europa, non comprende chi, come gli italiani stessi, per decenni è andato a ricercare il proprio futuro in altre terre. La figura dell’italiano, sempre accogliente e accomodante, è sostituita oggi da quella intransigente e anche razzista di chi chiede di affondare le speranze di tanti uomini e donne, bambini, prima depredati e saccheggiati, che ora rivogliono quello che è stato ingiustamente tolto loro. Un Italia sempre più povera che ha perso la sua più grande ricchezza, la solidarietà e misericordia sempre dimostrata verso chi, quantomeno, si presentava nelle medesime condizioni di miseria, così come MIMMO LUCANOfu per noi negli anni del dopo guerra.

Un Italia che nel razzismo ritrova la formula magica che cancella tutte le vere problematiche: la disoccupazione dilagante, le nuove forme di povertà, i ponti che crollano, la mafia, la corruzione etc, etc , per ritrovarsi unita contro i migranti, ma sciaguratamente spaccata al suo interno. Dopo oltre 70 anni si rivedono contrapposizioni, anche virulente, tra “partigiani” e “fascisti”, tra pugni alzati e mani tese. Cose che sembravano ormai superate e abbastanza ridicole, tanto da essere, a mio avviso, anche colpevolmente sottovalutate. La destra che ha costruito la sua fortuna politica, in Europa e ora in Italia, per mezzo dell’odio razziale, è riuscita d’un botto, così come all’epoca di Hitler e Mussolini, a depistare gli italiani e convincerli che il vero problema sono i migranti che sbarcano sulla nostra terra, cosi che un Italia divisa, dividi et impera, possa fare i suoi porci comodi. Per fortuna in tanti siedono dall’altra parte, convinti che non servono pistole e manganelli per risolvere i problemi di PIL e deficit. Tanti si sono mostrati solidali con il Sindaco Lucano, apprezzandone idee e obiettivi, come Don Ciotti, e alcuni sindaci, troppo pochi, partecipi alle disavventure del collega. Don Ciotti ha detto: “ è un reato l’umana solidarietà ?”, mentre il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris :” Solidarietà totale a Mimmo Lucano. L’umanità non si arresta”.

CARTELLO RIACE“Trovo davvero incredibile che in una regione attraversata da un grumo impressionante di corruzione, tra poteri deviati, ‘ndrangheta, consorterie occulte all’interno degli apparati statuali, il pericolo sia Mimmo Lucano”, aggiunge. Anche il sindaco di Rende, Marcello Manna, chiede chiarezza sulla vicenda giudiziaria: “ Riace è avamposto di pace ed esempio di democrazia, solidarietà ed uguaglianza. La salvaguardia dei diritti e della pari dignità tra esseri umani va preservata senza se e senza ma: Lucano ha dimostrato in questi anni come un approccio politico differente all’immigrazione, possa aver arricchito in termini economici, sociali e culturali un intera comunità. Il razzismo è divenuto linguaggio comune, terreno fertile per ogni atto discriminatorio nei confronti dell’altro. È segnale allarmante che venga lesa la libertà individuale e di primo cittadino”. Sulla stessa linea l’assessore alle politiche di inclusione e immigrazione, dello stesso comune, Marina Pasqua: “La deriva antigarantista deve essere arginata al più presto in una regione come la nostra martoriata dalla ‘ndrangheta, dai tassi più alti di disoccupazione, dall’emarginazione sociale e culturale. Mimmo Lucano è esempio per tutti di competenza e determinazione che ha fatto della sua città modello esportabile di politiche volte all’accoglienza e alla reale interazione tra popoli”. Parole che ci rinfrancano e che ci fanno sperare in un mondo migliore.

Davide Franceschiello (dirigente e fondatore dell’Associazione Sociologi Italiani)

FRASE DI MIMMO LUCANO


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