Il disagio giovanile sollecita nuove soluzioni

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A vector illustration of people having fun in street food festival

L’ennesimo episodio di morte per droga , in quest’ultimo caso vittima una minorenne di Genova , riapre la ferita rappresentata da un forte disagio vissuto dalle nuove generazioni. E’ inutile tirarla lunga con le parole. Assumere sostanze psicotrope , ridicola la distinzione tra pesanti o leggere, è sempre espressione di una fragilità interiore che chiama in causa il mondo degli adulti. La ricerca frenetica, specie nei fine settimana, di assumere sostanze con cui sballarsi è l’epilogo di un percorso di crescita. Da decenni il posto dell’impegno , ma anche della creatività, individuale e di gruppo , come qualità necessarie per crescere e per divertirsi,   è stato occupato da “beni” materiali. All’inizio è stato il computer , poi sono arrivate le play-station, per finire l’orda di telefonini in perenne evoluzione. Abbiamo ceduto alle richieste supplichevoli dei nostri ragazzi mettendo nelle loro mani dei totem dell’isolamento sociale e relazionale . Dobbiamo intervenire prima che si arrivi a scelte scellerate. Occorre restituire all’adolescenza il gusto della scoperta e dell’incontro con gli altri, possibilmente non solo della stessa età. Proviamo allora a fare un passo in avanti.

Si potrebbero sperimentare anche nuovi luoghi in cui incontrarsi. Penso a spazi attrezzati ( ad esempio le strutture delle scuole pubbliche durante i lunghi periodi di interruzione delle attività didattiche?), in cui generazioni diverse, in primis i giovani, si possano incontrare , confrontare e crescere insieme. Il confronto tra l’esperienza degli adulti, anche degli anziani, e la freschezza delle conoscenze unito all’entusiasmo tipico dei giovani, potrebbero produrre un mix vincente da utilizzare per generare nuovi saperi e nuove idee su cui costruire qualcosa di nuovo nelle comunità, spesso prive di futuro.   Può essere un modo nuovo per costruire un senso di appartenenza ai luoghi ed ai valori del nostro territorio passando attraverso gli incontri con persone reali. Un modo per vivere in prima persona il gusto della scoperta dell’altro e delle emozioni , parte vitale del nostro essere umani. Le reti virtuali potranno anche avere il potere di portarci nel luogo più sperduto del pianeta, ma oggi, specie le nuove generazioni , hanno bisogno di scoprire e valorizzare la ricchezza dell’altro accanto a loro.

Franco Caccia

Presidente Associazione Sociologi Italiani- Sez. Calabria


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