I RITUALI DI CURA ELEMENTO INDISPENSABILE ALLA GUARIGIONE, ANCHE OGGI

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Negli ultimi anni abbiamo assistito al rifiorire di correnti di pensiero che mettono in discussione la medicina ufficiale, ma anche di modi alternativi per curarsi: pensiamo all’omeopatia, alla naturopatia, alla medicina funzionale…La medicina ufficiale ha dunque fallito? I nostri nonni avevano una grande fiducia nelle cure mediche avendo sperimentato nella loro giovinezza i rimedi naturali poco efficaci anche su disturbi lievi, ora noi crediamo di poterne fare a meno.  Se valutiamo il miglioramento nel nostro secolo della sopravvivenza e della qualità della vita non possiamo che dire grazie alla nostra medicina ufficiale. Abbiamo praticamente azzerato la mortalità infantile, o le morti per parto o per polmonite o per trauma, pensiamo alle infezioni dapprincipio banali che si complicano in seguito a cure sommarie, o alla sofferenza evitabile di un mal di denti. Di fatto però l’attuale tecnicismo non ci basta, la cura fatta di asepsi, prescrizioni e di raccomandazioni non è sufficiente.

                                                                                                   Significato antropologico della malattia

VERNOCCHI SIMONETTA FOTOC’è un grande bisogno di scoprire o riscoprire il significato antropologico della malattia e sempre maggiori sono le correnti di pensiero che si discostano dalla medicina tradizionale. Cosa pensiamo riguardo alla malattia, quale significato stiamo dando alla guarigione e alla patologia? Raccogliamo dalle varie correnti di pensiero significati diversi della malattia. La malattia può essere considerata in vari modi: come maledizione e possessione da parte di uno spirito maligno; come squilibrio tra energie positive e negative, da ing e iang, tra giorno e notte, tra luce e buio, cielo e terra,come mancanza di forza vitale,come conseguenza della disobbedienza al divino,come messaggio, il mezzo che il corpo ha per comunicarti che qualche cosa non va, che non stai seguendo i dettami dell’universo, tutto deriva da un trauma interno, psicologico.

        Simboli di guarigione

Qualunque sia la nostra posizione in merito alla medicina le persone necessitano rituali di guarigione che noi come medici stentiamo a riconoscere come parte del processo di cura. Siamo talmente abituati ad attribuire ad ogni azione una funzione medica che smettiamo di valutarne la funzione contenitiva e simbolica. Proprio i simboli nei rituali di guarigione si ripetono in differenti culture sempre uguali.Ne abbiamo analizzati alcuni diffusi nella nostra cultura:il serpente attorcigliato al bastone, il bastone di guarigione,le rune di guarigione,le piante, le erbe e i fiori, il sangue, l’acqua, il fuoco, l’olio sacro.

   Il bastone di guarigione

Il caduceo (κηρύκειον kerỳkeion in greco) è un bastone alato, a cui sono attorcigliati due serpenti; la parola italiana deriva dal latino caduceus, che riprende il greco antico κηρύκειον (kerỳkeion), aggettivo di κῆρυξ/κᾶρυξ (kēryx/kāryx), traducibile come “araldo”.La tradizione vuole che i serpenti in questione siano esemplari di Zamenis longissimus, detto anche «Colubro di Esculapio», o «saettone». Originariamente questo serpente era situato sul bastone di Asclepio o Esculapio (con un solo serpente avvolto), simbolo della medicina.Il caduceo era il bastone della sapienza, attribuito al dio Ermes/Mercurio ma era presente in diverse culture in cui il serpente era ritenuto simbolo di sapienza e immortalità. Nei secoli il bastone di Asclepio è stato confuso col caduceo, che oggi è quindi anche un simbolo della professione medica (ad esempio in Italia è il simbolo dell’ordine dei farmacisti e diversi ordini professionali medici ne usano alternativamente le due versioni), benché venga spesso utilizzato, più propriamente, l’originale bastone di Esculapio, ad esempio nel simbolo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il serpente

Il serpente è presente nello stemma dei medici e dei farmacisti, il serpente ha a che fare con il veleno, il veleno con la morte, con la guarigione.

Olio degli infermi

L’olio è importante in tutte le religioni come elemento prezioso, utilizzato per ungere chi sarà il prescelto, per guarire, per purificare. Olio sacro si utilizza per ungere i re. Il potere dell’olio sacro viene direttamente da Dio. L’olio si utilizza come veicolo di essenze e di principi attivi.

 

Nella religione cattolica possiamo distinguere 3 tipi di oli: l’olio degli infermi, il Sacro Crisma, l’olio dei catecumeni

 L’olio degl’infermi. È il primo degli Oli santi a ricevere la benedizione del Vescovo che è la materia del sacramento dell’Estrema Unzione. Esso cancella nel cristiano morente i resti del peccato, lo fortifica nell’estremo combattimento e, per la virtù soprannaturale che possiede, talvolta gli restituisce anche la sanità corporale.

 Il sacro Crisma. Il più nobile degli Oli santi  per suo tramite lo Spirito Santo imprime il suo indelebile sigillo nel cristiano già membro di Gesù Cristo per il Battesimo. Mentre l’Acqua ci fa nascere, l’Olio del Crisma ci conferisce robustezza; e finché non riceviamo questa unzione, non possediamo ancora la perfezione del carattere di cristiano: unto di quest’olio, il fedele diviene visibilmente un membro dell’Uomo-Dio, il cui nome Cristo significa l’unzione ricevuta come Re e Pontefice.

La rarità e l’alto costo dei profumi, in Occidente, obbligò la Chiesa Latina ad usare il balsamo solo nella confezione del sacro Crisma; mentre la Chiesa Orientale, più favorita dal clima e dai prodotti delle regioni che abita, vi fa entrare fino a trentatrè sorta di profumi che, condensati con l’Olio santo, formano un unguento dall’odore delizioso. Oltre all’uso sacramentale nella Cresima e sui nuovi battezzati, il sacro Crisma è usato dalla Chiesa nella consacrazione dei Vescovi, per ungerne la testa e le mani; in quella dei calici e degli altari e nella benedizione delle campane; infine, per la dedicazione delle Chiese, in cui il Vescovo ne segna le dodici croci che attesteranno ai posteri la gloria della casa di Dio.

 L’Olio dei Catecumeni. Il terzo degli Oli santi  non è materia d’alcun Sacramento, ma è ugualmente d’istituzione apostolica, e serve nelle cerimonie del Battesimo per le unzioni che si fanno al Catecumeno sul petto e sulle spalle, prima dell’immersione o infusione dell’acqua. Si usa anche nell’ordinazione dei Sacerdoti, per ungere le mani, e nella consacrazione dei Re e delle Regine.

Le piante salvifiche

Nella tradizione cattolica l’albero rappresenta la Croce di Gesù. Il serpente attorcigliato al bastone rappresenta Gesù impalato per i nostri peccati, come aveva pre-detto Isaia 52. Inoltre, ricordiamo la pianta di vite da cui si ricava il vino per essere trasformato in sangue di Gesù. Anche nelle altre religioni le piante, le erbe sono salvifiche, fiori di Bach, l’erba trae energia e potere della terra. I fiori traggono energia dal sole oltreché dalla terra.

Sangue

Il sangue è un simbolo importante perché è portatore di vita, segna la fertilità e la maturità femminile, segna la prima notte di nozze, segna il parto. Le donne mestruate in molte culture sono ritenute impure e non potevano essere toccate.Chi perde sangue non può essere toccato, chi tocca il sangue diventa impuro, Gesù ribalta questa situazione ed offre il suo sangue come bevanda.

Acqua

L’acqua è portatrice di rinascita, l’acqua si utilizza per la preparazione del rito, l’officiante si deve purificare con l’acqua, anche il penitente di purifica con acqua, sia per immersione, per abluzioni.

Fuoco

Il fuoco è portatore di purificazione, lo Spirito Santo viene rappresentato come lingue di fuoco, molti rituali contemplano la purificazione con fuoco. Il marchio a fuoco ha la funzione di purificare, distinguere, rendere sacro, consacrare.

Preparazione del rituale

Con il rituale si ottiene la perpetuazione di uno schema che è insito dentro di noi, che ci dà rassicurazione, continuità del tempo, la dimensione orizzontale della comunità, condivisione, viaggio nel tempo, il ricongiungimento con la divinità. Un esempio è la preparazione della Santa Messa domenicale, oppure in altre culture pensiamo alla preparazione di banchetti, i rituali e assunzione del cibo, l’allestimento del banchetto, della tavola. La preparazione del rituale necessita di alcuni passaggi costanti ed obbligati: purificazione dell’officiante: lavaggio sacro, mani, piedi, abluzioni; preparazione del luogo sacro: pulito, purificato, interdetto ai più; preparazione degli strumenti: puliti, purificati, conservati con cura; condizioni esterne favorevoli, non è sempre possibile celebrare il rituale, è necessario un tempo propizio; abiti ed indumenti adatti per il rituale, creati per la circostanza, conservati in un luogo adatto.

Tipologia di rituali

Suddividiamo i rituali in due tipologie, i rituali magici che esprimono per esempio la forza degli antenati tramite formule ed invocazioni, oppure in operazioni scaramantiche, o nel fare gli scongiuri ed i rituali sacerdotali/religiosi che invocano la divinità di turno. Noi siamo più portati al secondo tipo di rituale. La guarigione di solito richiede un tipo di rituale complesso, con più passaggi. Alcuni esempi di rituali che conosciamo sono: la celebrazione della Santa Messa; il rituale medico che consta di appuntamento, accoglienza nello studio adeguato e ben allestito, illuminato, riscaldato, a norma, spogliazione del paziente, preparazione del medico, con lavaggio delle mani, con camice e strumenti. Prescrizione di esami e procedure, diagnosi e terapia; rituali animisti; rituali sciamanici.

Libro sacro

Attraverso il libro sacro, che contiene il testo sacro viene tramandata la preparazione del rituale. I libri sacri sono conservati con cura. Al libro sacro si deve rispetto. Alla morte o al ritiro dell’officiante dalla sua attività il rituale viene tramandato grazie al libro sacro. I libri sacri più famosi sono: la Sacra Bibbia, il grande libro delle ombre, il messale e le sacre scritture, il Corano, il Rotolo degli antichi ebrei, pub-med e la letteratura scientifica per i medici.

Corredo del rituale

Nel libro sacro sono descritti i dettagli del rituale stesso, le circostanze in cui può essere officiato, le caratteristiche dell’officiante, il luogo, il tempo, il corredo, di solito tutto riportato con estrema precisione. In particolare, elementi di questo corredo sono: formule magiche che aprono e chiudono il rito, che sono pronunciate solo dall’officiante; incensi che profumano, preparano l’aria, creano un’atmosfera di mistero e di attesa; fumo che copre la scena; simboli che rappresentano la divinità; ingredienti per preparare il rito: acqua, vino, erbe, pane, olio, animale sacrificale; droghe legate all’estasi (per entrare in comunione con la comunità, sostanze, vino, alcol); banchetto che di solito segue il rito, consumazione della carne del sacrificio; musica, ritmo, campane, tintinni, campanelli, tamburi; danza: simbolo di gioia ma anche mezzo per raggiungere lo stordimento e l’estasi;tatuaggi/dipinti/modificazioni del corpo per renderlo puro, perfetto; maschere/travestimenti (sciamano che si traveste da animale); paramenti/pettinature, copricapi/gioielli.

Gli oggetti del rituale stesso

Alcuni di questi oggetti, i più importanti li abbiamo già descritti, per quanto riguarda i rituali magici gli oggetti sono: cristalli, amuleti, piume, sassi e rocce, conchiglie, ossa, coltelli, specchi, bastoni, tamburo (per la pelle dell’animale, fungeva da mappamondo e produceva suono).

Officiante che presiede il rituale

La persona che presiede il rituale di solito è una persona speciale che necessita di una preparazione particolare, o di appartenenza ad una casta, categoria, famiglia, gruppo. Riportiamo alcuni esempi di officiante:  sacerdote, guaritore o marabutto per gli islamici, komenlé delle tribù del ghana che riceve direttamente dallo spirito il mandato, curandero del messico medico, psicologo.

Riti preparatori al rituale

Il rituale necessita di riti preparatori che l’officiante deve fare su sé stesso per potersi accingere ed officiare: purificazione dell’officiante con bagni, lavacri, bagno turco, fumigazioni, abluzioni, digiuno, astinenza da alcuni cibi, astinenza dalla carne, astinenza dall’alcol, dal vino, astinenza sessuale, preghiera e meditazione, silenzio, isolamento sociale,ritiro spirituale.

Riti religiosi e atti medici

Proponiamo un parallelismo tra santa messa/rito religioso e atto medico, se riuscissimo a riscoprire l’importanza della ritualità negli atti medici specie quando ci accostiamo alla morte e comunque alla fine della vita, probabilmente la nostra comunicazione e la nostra cura sarebbe più efficace.

Santa messa

 Preparazione del sacerdote, abito; lavaggio del sacerdote; domenica o giorno di precetto; chiesa consacrata; digiuno dalla mezzanotte; rito religioso secondo il calendario; sacrificio di Gesù; comunione dei fedeli; canti, invocazioni, partecipazione dei fedeli; esorcismo, rinuncio a satana; segno di pace; narrazione, libro sacro; sigillo.

Visita medica

 Medico, camice; medico che si lava le mani; orari di visita; ambulatorio autorizzato;digiuno per il paziente per esami; visita secondo la semeiotica: ispezione, percussione, palpazione, ascoltazione e manovre….; diete e prescrizioni;farmaci e terapie; educazione e comprensione delle prescrizioni; adesione alla terapia, privacy; alleanza terapeutica; aderenza ai protocolli, linee guida;timbro.

Le persone necessitano del rituale per sentirsi davvero curate, davvero comprese, centrare le diagnosi in modo anche brillante, dispensare farmaci, prescrivere terapie anche corrette e costose, non serve a nulla se non comprendiamo la domanda vera che sta dietro la richiesta di salute. Spesso le persone hanno bisogno di sentirsi accolte, capite, comprese e forse così sarà più facile per tutti accettare i limiti della medicina ed accettare di morire.

                                                                             Dott./ssa Simonetta Vernocchi

 

 

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