Scopriamo i giovani, un’indagine sul bullismo a Piacenza

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SINTESI

Da quasi vent’anni, il bullismo costituisce una delle tematiche maggiormente discusse tra quelle che riguardano i giovani. Del bullismo e delle sue varie forme si è parlato anche in passato, ma spesso oggi se ne parla come di un fenomeno nuovo, che non riguardava i giovani di qualche decennio fa. Il bullismo è visto come un comportamento sociale aggressivo e violento introdotto dai ragazzi di oggi negli agiti tra i pari. Di conseguenza, la percezione che ne ha il mondo adulto è spesso parziale e non considera tutti i noti fattori. Quotidiani, telegiornali e siti Internet mostrano continuamente notizie di giovani percossi, derisi o perseguitati dai propri compagni, senza analizzare concretamente il fenomeno, spesso solo per sfruttarlo al fine di ottenere maggiore visibilità L’indagine offre un prospetto significativo sull’attuale situazione di Piacenza, ma nessuno spunto o dato che permetta un’analisi longitudinale dell’evoluzione dei fenomeni nella vita dei ragazzi. Le considerazioni effettuate e la terminologia utilizzata, quindi, si riferiscono solamente a quanto rilevato nei mesi di novembre e dicembre 2017. La ricerca ha coinvolto 2086 studenti, regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2017/18, nel Comune di Piacenza. Il 33,9% proviene da scuole primarie, il 32,8% da scuole secondarie di primo grado e il 33,3% da scuole secondarie di secondo grado. Il bullismo viene frequentemente associato a qualsiasi manifestazione di aggressività giovanile e a causa di ciò viene confuso con altri fenomeni analoghi e conosciuto solo superficialmente. La definizione proposta dallo studioso svedese Olweus è ancora attuale: «uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni» (Olweus, 1996).

Affinché si instauri una relazione di bullismo tra diversi soggetti si devono verificare quattro condizioni:

  • Comportamenti di prevaricazione diretta o indiretta;
  • Le azioni devono essere reiterate nel tempo;
  • Coinvolgimento degli stessi soggetti, dei quali uno o più è in una posizione di dominio (il bullo) e uno o più è in una posizione di sottomissione (la vittima);
  • I fatti devono avvenire soventemente alla presenza di altri soggetti (compagni, spettatori o complici) che rinforzano i comportamenti o li sostengono e legittimano.

La ricerca sul bullismo in Italia è iniziata solo negli anni Novanta a differenza di altri Paesi europei che hanno iniziato ad interessarsi al fenomeno già dagli anni Settanta,  primi dati significativi sono stati raccolti nel 1993 a Firenze e Cosenza da Ada Fonzi, attraverso il questionario anonimo di Dan Olweus tradotto e adattato alla realtà italiana. L’indagine è stata poi estesa ad altre regioni italiane, coinvolgendo tutta la penisola. I risultati della ricerca sono stati raccolti in una pubblicazione e rispecchiano abbastanza coerentemente i valori delle prime due città coinvolte (Fonzi, 1997). L’analisi presenta dati allarmanti, con indici complessivi di vittimizzazione che superano il 40% nelle scuole primarie, scemando progressivamente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il bullismo nella scuola primaria di Piacenza si conferma una problematica rilevante: il 40,5% dei bambini incontrati è stato vittima di atti prevaricatori e il 13,0% ne è l’artefice; nella scuola secondaria di primo grado diminuiscono sia le vittime, il 30,9%, sia i bulli, il 12,1%, mentre, nella scuola secondaria di secondo grado, se le vittime calano al 28,4%, i bulli aumentano sino al 20,8%.

Indice di presenza
nei diversi gradi e anni scolastici
PRIMARIA SECONDARIA 1° GRADO SECONDARIA 2° GRADO
Ruolo IV
%
V
%
Totale
%
I
%
II
%
III
%
Totale
%
I
%
II
%
Totale
%
Vittime 46,8 34,4 40,5 19,8 38,0 33,8 30,9 26,4 30,7 28,4
Bulli 14,0 12,0 13,0 9,5 9,8 16,9 12,1 21,1 20,5 20,8

 

Il cyberbullismo è una particolare variante del bullismo che ne conserva le caratteristiche principali, prima fra tutte l’essere una relazione basata sull’abuso di potere, ma che avviene attraverso mezzi elettronici. Se nel nostro Paese il bullismo è studiato dagli anni Novanta, di cyberbullismo si è iniziato a parlare a livello pubblico solo dopo il 12 novembre 2006, la successiva esplosione mediatica ha permesso la sua conoscenza da parte della società italiana.In Italia il cyberbullismo non ha ancora raggiunto le percentuali di diffusione del bullismo tradizionale, ma è in costante aumento. Oltre il 40% dei ragazzi è testimone di atti di bullismo elettronico verso coetanei, tendenzialmente a causa dell’aspetto fisico, del presunto orientamento sessuale e della provenienza geografica (Ipsos, 2014). A Piacenza il cyberbullismo è un fenomeno meno diffuso, soprattutto nella scuola primaria, ma cresce notevolmente nel corso degli anni; nella scuola primaria le vittime sono il 9,3%, salgono al 20,2% nella scuola secondaria di primo grado e raggiungono il 25,5% nella scuola secondaria di secondo grado (percentuale simile a quella delle vittime di bullismo), mentre i bulli passano dal 6,8%, nella scuola secondaria di primo grado, all’8,9%, nella scuola secondaria di secondo grado.

 

Indice di presenza
nei diversi gradi e anni scolastici
PRIMARIA SECONDARIA 1° GRADO SECONDARIA 2° GRADO
Ruolo IV
%
V
%
Totale
%
I
%
II
%
III
%
Totale
%
I
%
II
%
Totale
%
Vittime 7,5 11,0 9,3 16,5 18,8 25,1 20,2 25,0 26,0 25,5
Bulli 4,2 6,0 9,9 6,8 8,8 9,0 8,9

Le vittime di bullismo che sono anche cyber-vittime sono il 16,7% nella scuola primaria, il 34,9% nella scuola secondaria di primo grado e il 46,2% nella scuola secondaria di secondo grado. I bulli di bullismo che sono anche cyberbulli, invece, sono il 34,2% nella scuola secondaria di primo grado e il 30,8% nella scuola secondaria di secondo grado.Infine, il 15,6% delle vittime di bullismo diventa autore di prevaricazioni digitali. Le prevaricazioni subìte sono, comunemente, le medesime nei due cicli scolastici. Le esclusioni e le aggressioni fisiche diminuiscono con il passare degli anni, le esclusioni dal 39,0% (alunni primarie) al 26,7% (alunni secondarie 2° grado) e le aggressioni dal 28,0% (alunni primarie) al 15,4% (alunni secondarie 2° grado), ma le prese in giro sull’aspetto fisico e sul modo di parlare e di comportarsi aumentano, dal 32,3% (alunni primarie) al 43,6% (alunni secondarie 2° grado). Da notarsi una particolare presenza di comportamenti di tipo “molestatorio” nella scuola secondaria.

Hai subìto questi comportamenti negli ultimi 2-3 mesi? PRIMARIA SECONDARIA
1° GRADO
SECONDARIA
2° GRADO
  Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
Mi hanno colpito fisicamente, ad esempio con colpi, pugni o calci 28,0 26,8 15,4
Mi hanno minacciato 21,3 15,8 11,8
Hanno rubato o danneggiato le mie cose 26,9 25,2 22,2
Mi hanno offeso con brutti nomi sul colore della mia pelle o della razza/nazionalità o per la provenienza familiare 14,6 22,0 20,0
Mi hanno preso in giro storpiando il mio nome oppure per il mio aspetto fisico, per il mio modo di parlare o di comportarmi 32,3 36,4 43,6
Mi hanno offeso con brutti nomi perché ho delle difficoltà fisiche o delle disabilità 10,5 12,5 11,9
Mi hanno preso in giro dandomi del maschio (se sono femmina) o della femmina (se sono maschio) 16,3 20,6 20,0
Mi hanno offeso con brutti nomi per altre ragioni 22,7 32,1 16,5
Mi hanno escluso dal loro gruppo o mi hanno completamente ignorato 39,0 33,5 26,7
Mi hanno toccato contro la mia volontà in parti intime del mio corpo, mi hanno fatto pressioni per costringermi ad avere contatti di tipo sessuale (baci, carezze ecc) e/o hanno detto in giro che sono una persona “facile” e che tutti possono stare con me 11,0 15,9
Mi hanno preso in giro dandomi del finocchio, della lesbica, del gay o dell’omosessuale 16,3 19,5
Hanno messo in giro storie sul mio conto e/o hanno cercato di rendermi antipatico/a ad altri 25,9 23,5 29,2
Mi hanno tormentato con scherzi, insulti o minacce tramite sms, telefonate sul cellulare, cattive e brutte e-mail, ecc… 11,1 9,1 10,3
Mi hanno fatto prepotenze in altri modi 14,3 17,0 11,4

 

 

 

I ragazzi indicano di aver ricevuto più volte telefonate mute (il 57,7% di media) e aumenta il numero di chi afferma di aver subìto prevaricazioni digitali quali diffusione di dicerie e pettegolezzi, dal 15,6% (alunni primarie) al 34,4% (alunni secondarie 2° grado).

Negli ultimi 2-3 mesi, ti sono successe queste cose tramite cellulare o Internet? PRIMARIA SECONDARIA
1° GRADO
SECONDARIA
2° GRADO
  Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
Ricevuto messaggi violenti o volgari, prese in giro pesanti 21,9 19,8 24,0
Minacce e offese per intimorirti 18,7 13,2 17,2
Proposte oscene o molestie sessuali 16,8 26,8
Telefonate mute 62,6 53,9 56,6
Qualcuno si è impadronito del tuo nome utente e password e ha mandato ad altri messaggi col tuo profilo o con la tua e-mail 14,1 13,1 12,6
Ti hanno pubblicato messaggi privati 17,2 17,4 13,7
Ti hanno escluso da un forum o da una chat 15,6 26,2 18,8
Hanno pubblicato delle tue foto modificate 18,8 18,9 11,5
Hanno fatto commenti cattivi su un social network 14,1 16,9 20,0
Hanno trasmesso col telefonino o tramite Internet foto/video di aggressioni o umiliazioni che hai subìto 10,9 12,4 7,4
Sono state inviate ad altri informazioni e dicerie/pettegolezzi su di te per rovinarti la reputazione 15,6 24,0 34,4

 

Se, nella scuola primaria, il momento privilegiato per le prepotenze è l’intervallo, (il 48,5%), nelle scuole secondarie è l’aula della classe durante il cambio dell’ora, (il 26,4% di media).

In quali luoghi e momenti hai subìto questi comportamenti? PRIMARIA SECONDARIA
1° GRADO
SECONDARIA
2° GRADO
  Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
Indice di presenza
%
In classe, durante le ore di lezione 6,8 14,3 15,5
In classe, durante il cambio dell’ora 9,8 26,9 25,9
Nei bagni, negli spogliatoi, in altri locali isolati 8,3 13,1 5,9
A scuola o in cortile, durante l’intervallo 48,5 16,9 18,4
Nei momenti di entrata e di uscita 6,4 6,5 9,4
In palestra 8,9 10,5 5,9
Nel tragitto casa-scuola (per strada, in pullman, in treno…) 4,3 6,9 6,7
In qualsiasi momento, con Internet o sul cellulare 2,1 3,1 7,2
Altro* 4,9 1,8 5,1

 

Nel bullismo digitale, invece, le prevaricazioni avvengono prevalentemente attraverso chat e social network. Mentre il 40,7% dichiara di non essere stato vittima di episodi di cyberbullismo negli ultimi mesi, il 46,1% afferma di aver subìto prepotenze digitali attraverso chat e il 25,6% tramite social network.

Per quanto concerne il bullismo tradizionale, a detta dei ragazzi, i genitori sono l’unica figura educativa, tra quelle proposte, a essere costantemente informata sulle prevaricazioni che avvengono nelle vite dei ragazzi. Durante la somministrazione, gran parte dei ragazzi ha sottolineato che, riguardo alla variabile “Ausiliari”, essi si riferiscono principalmente agli allenatori sportivi, visto che molti incontrano raramente degli educatori o dei professionisti qualificati.

Secondo te, le seguenti figure educative, quanto percepiscono l’esistenza di atti di bullismo nella vita dei ragazzi? SECONDARIA 1° GRADO SECONDARIA 2° GRADO
  Genitori
%
Docenti
%
Ausiliari
%
Genitori
%
Docenti
%
Ausiliari
%
Moltissimo 24,4 12,6 7,6 17,8 5,7 6,9
Molto 28,7 26,6 21,2 26,0 20,0 18,5
Nella media 16,7 29,4 32,3 27,5 36,1 33,9
Poco 18,2 21,1 25,7 21,5 26,7 28,2
Per niente 12,0 10,3 13,2 7,2 11,5 12,5

 

Gli studenti della scuola secondaria di primo grado ritengono che, quando genitori, docenti o ausiliari vengono a conoscenza di episodi di bullismo, i primi a essere coinvolti siano i genitori di chi ha effettuato prepotenze (il 54,9% degli alunni secondaria 1° grado), mentre, per gli alunni della scuola secondaria di secondo grado, che essi parlino in primo luogo direttamente coi protagonisti (il 50,6% degli alunni secondaria 2° grado)

Come si comportano quando vengono a conoscenza di tali situazioni? SECONDARIA 1° GRADO SECONDARIA 2° GRADO
  Genitori
%
Docenti
%
Ausiliari
%
Genitori
%
Docenti
%
Ausiliari
%
Parlano direttamente coi singoli 38,7 49,0 47,4 43,7 53,5 54,8
Genitori – Parlano con gli insegnanti
Docenti – Parlano con tutta la classe
Ausiliari – Parlano con la squadra/comunità
57,8 49,8 40,7 50,1 50,1 40,6
Contattano i genitori dei responsabili 50,1 59,9 55,2 41,2 58,5 42,3
Genitori – Incontrano il Dirigente Scolastico
Docenti – Incontrano il Dirigente Scolastico o altri colleghi
Ausiliari – Incontrano il presidente della società/il coordinatore della struttura
34,4 43,2 30,5 34,5 38,7 21,5
Contattano le Forze dell’Ordine 7,5 3,3 4,5 10,1 2,8 3,7
Non fanno nulla 2,8 4,5 6,8 4,2 6,6 12,3
Qualche volta i tuoi genitori… PRIMARIA SECONDARIA
1° GRADO
SECONDARIA
2° GRADO
  Ruolo
%
No
%

%
No
%

%
No
%
Parlano con te di ciò che fai su Internet Vittime 35,9 64,1 52,6 47,4 57,1 42,9
Bulli 54,3 45,7 54,1 45,9
Totale 27,7 72,3 52,7 47,3 59,0 41,0
Si siedono con te mentre usi Internet (guardando quello che fai ma non partecipando realmente) Vittime 28,1 71,9 27,6 72,4 36,0 64,0
Bulli 30,4 69,6 32,8 67,2
Totale 24,3 75,7 31,5 68,5 31,2 68,8
Ti stanno vicino quando utilizzi Internet Vittime 32,8 67,2 20,7 79,3 20,0 80,0
Bulli 21,7 78,3 21,4 78,6
Totale 34,2 65,8 26,0 74,0 18,2 81,8
Ti incoraggiano ad esplorare e imparare per conto tuo cose su Internet Vittime 29,7 70,3 27,4 72,6 28,6 71,4
Bulli 28,3 71,7 32,8 67,2
Totale 18,5 81,5 23,0 77,0 28,8 71,2
Condividono le attività su Internet insieme a te Vittime 39,1 60,9 28,1 71,9 36,0 64,0
Bulli 28,3 71,7 39,3 60,7
Totale 33,6 66,4 34,7 65,3 33,2 66,8

Per quanto riguarda le tecnologie, i ragazzi interrogati indicano che i genitori non sono particolarmente coinvolti nell’utilizzo di Internet dei propri figli, non incoraggiandoli ad esplorare individualmente la rete (il 76,6%) e non stando loro vicino (il 73,9%). Cresce, tuttavia, la percentuale di genitori che parla con i figli riguardo a ciò che fanno su Internet: si passa dal 27,7% (alunni primarie) al 59,0% (alunni secondarie 2° grado). Non si riscontrano particolari variazioni tra quanto evidenziato dall’intero campione e le vittime e i bulli digitali I primi approcci a Internet sono spesso determinanti per strutturare le modalità di utilizzo future della rete e, solitamente, avvengono individualmente, senza l’ausilio e la tutela degli adulti. I bambini non vengono incoraggiati a scoprire le risorse e informati riguardo ai rischi di Internet e decidono autonomamente cosa è opportuno fare e vedere in rete. Inoltre, quando i genitori esercitano un ruolo passivo nell’utilizzo di Internet dei figli, si verifica più facilmente nei ragazzi un processo di legittimazione e di normalizzazione dei comportamenti illeciti o di disturbo attuabili attraverso la rete. Non comprendere la gravità di tali comportamenti comporta una maggiore possibilità di loro esecuzione e riproduzione. È vitale, perciò, che i genitori propongano un’educazione chiara, coesa e costante, che rifiuti comportamenti di prevaricazione e suggerisca modalità positive e pro-sociali di relazionarsi con gli altri.

Nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado, oggi a Piacenza, cambia significativamente la proporzione tra vittime e bulli presenti, e si osserva la diminuzione delle vittime e la crescita dei bulli. Se nella scuola primaria, inoltre, il bullismo è un fenomeno maggiormente maschile (vittime e bulli sono in maggior misura maschi), nell’adolescenza entrambi i sessi sono interessati dal fenomeno (crescono i bulli femmine e le vittime sono prevalentemente femmine). Il bullismo fisico si conferma più radicato nella scuola primaria, diminuendo nei successivi gradi scolastici. Il bullismo verbale e il bullismo indiretto, invece, acquistano maggiore rilevanza nella scuola secondaria. Nonostante il bullismo fisico subìto diminuisca nei più grandi, il bullismo fisico agito è attuato dalla stessa percentuale di bulli; ciò indica che le vittime, in proporzione, subiscono aggressioni fisiche da più soggetti. Chi attua prepotenze fisiche, dunque, lo fa nei confronti di un numero ristretto di soggetti ma con maggiore gravità. Il bullismo verbale e il bullismo indiretto, infine, crescono anche a causa dell’aumento delle prevaricazioni di stampo omofobico o razziale. Mentre il bullismo diretto tende a diminuire nel corso dei gradi scolastici, il bullismo indiretto acquista maggiore rilievo. L’utilizzo di cellulari, chat e social network in ogni luogo e momento della giornata, influisce nella sua diffusione e permette, inoltre, la perpetuazione di atti prepotenti in luoghi sorvegliati come l’aula scolastica.

Il cyberbullismo, benché meno diffuso nella scuola primaria a causa del minor utilizzo della rete e delle nuove tecnologie e il maggior controllo degli adulti, presenta numeri di vittime simili al bullismo nella scuola secondaria di secondo grado.

Sebbene i ragazzi siano convinti che i genitori siano consapevoli dell’esistenza di atti di bullismo nella loro vita (e indubbiamente lo sono maggiormente rispetto a vent’anni fa), essi non accennano a diminuire. Inoltre, per i genitori dei ragazzi più grandi, il bullismo diventa un fenomeno ancora più sommerso, a causa della diffusione del bullismo indiretto che è difficilmente osservabile. Il cyberbullismo, invece, è decisamente poco conosciuto dagli adulti, a causa del difficile controllo che essi hanno sui devices dei figli e su quanto avviene in rete. Infine, nonostante molti adulti siano effettivamente al corrente di ciò che avviene nelle vite di bambini e ragazzi, spesso non sanno come aiutarli concretamente nel non assumere il ruolo di vittima o bullo oppure nell’abbandonare il ruolo una volta assunto.

 

 

 

A cura di

Marco Piccoli – Pedagogista, Educatore professionale

Mattia Dall’Asta – Sociologo professionista, socio A.S.I.

 


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