ATTORI SOCIALI IN RETE NELLA SFIDA AL BULLISMO E AL CYBERBULLISMO

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

2DORIANA DORO FOTO 5 SETTEMBRE 2017  Il bullismo ed il Cyberbullismo sono fenomeni molto gravi in crescita nella nostra società ed il conflitto che causano transita dall’extra-scuola agli ambienti scolastici con comportamenti aggressivi che superano i limiti nei bambini e negli adolescenti. Si commettono reati di condotte aggressive con molestie, ricatti, ingiurie, diffamazioni, furto d’identità allo scopo di attaccare la persona, denigrarla, ridicolizzarla. Più della metà della popolazione coinvolta non ne parla, per vergogna e/o per paura. L’8,5% degli adolescenti viene colpita sul web e sui social network con un incremento del 30% annuo provocando effetti devastanti sulla psiche e sul corpo dei giovani in quanto i contenuti in rete si diffondono con una velocità incontrollata. Secondo un’inchiesta diffusa di recente dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza e condotta in Italia su 8mila studenti di età compresa tra i 14 ed i 18 anni,il cyberbullismo colpisce soprattutto le ragazze, – circa il 70 % tra le vittime. Questo a dimostrazione del fatto che esiste una stretta correlazione tra cyberbullismo e violenza di genere.   Una nuova legge, la prima in Europa, entrata in vigore il 18 giugno 2017 con misure di prevenzione e di contrasto al bullismo ed al cyberbullismo , legge voluta dalla senatrice PD Elena Ferrara, nasce dalla vicenda di Carolina Picchio, suicida nel 2013 ed oggetto di molestie sessuali da parte di un gruppo di coetanei e del suo ex-fidanzato che avevano condiviso sul web un video. La legge è a lei dedicata. Le vittime provano disperazione, soprattutto quando il cyberbullismo si manifesta sottoforma di fotografie e video a sfondo sessuale e pornografico con contenuti espliciti condivisi sui social network e molto spesso si suicidano. Le vittime del cyberbullismo, in particolare quelle morte suicide, non parlano e maturano dentro di sé disturbi emotivi devastanti a livello psichico.   L’82% delle vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, anche quotidiane, si sente frequentemente triste e depresso, il 59% ha pensato almeno una volta al suicidio ed il 52% mette in atto condotte autolesive.   Il Miur ha elaborato un piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola.

La campagna si chiama “Un nodo blu contro il bullismo” e si articola in 10 azioni studiate per la prevenzione e il contrasto. La nuova legge , per arginare questo fenomeno, fornisce strumenti soprattutto di prevenzione e tutela, piuttosto che misure repressive e sanzionatorie. La prevenzione viene attuata coinvolgendo gli attori sociali di tutti i possibili enti educativi in particolare la scuola. Ecco alcuni punti salienti della legge. I minori possono fare segnalazioni dirette e chiedere in prima persona la rimozione dei contenuti, il blocco e l’oscuramento dei profili social e di qualsiasi dato personale. Ciò consente di intervenire in modo tempestivo fermando la diffusione, nell’immediato del materiale online. Il minore si rivolge al gestore della piattaforma che ha a disposizione 24 ore per prendere in carico la segnalazione ed altre 24 ore per rimuovere i contenuti. Dopo questi limiti temporali interviene il garante della privacy entro le successive 48 ore. Sui social network sono inoltre tantissimi i giovani iscritti illecitamente riportando date di nascita false, giovani che non possono essere tutelati. Viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un tavolo tecnico interministeriale che ha il compito di redigere un piano di azione integrato dei vari interventi per il contrasto al cyberbullismo e per l’istituzione di una banca dati per il monitoraggio del fenomeno. Il cyberbullo o il bullo viene ammonito per essere rieducato.

Con il compimento dei14 anni di età viene accompagnato dalle figure parentali di riferimento dal questore ed ammonito direttamente in Questura per responsabilizzarlo della sua aggressività. L’ammonimento termina con il compimento della maggiore età. Il Ministero dell’Istruzione agisce in stretta collaborazione con quello della Giustizia elaborando linee di orientamento per le scuole al fine di prevenire il fenomeno. Le Linee guida affermano che nelle scuole si deve fare prevenzione e formazione con progetti che coinvolgono il personale docente tra i quali sarà presente il referente per iniziative contro il cyberbullismo ed il bullismo, docente che si servirà dell’appoggio e della collaborazione costante della Polizia Postale e collaborerà anche con altri soggetti del territorio. Un ruolo attivo avranno la popolazione studentesca e le famiglie. La nuova legge stabilisce una mobilitazione inclusiva in toto perché tutti gli attori,le famiglie, gli enti educativi,le Associazioni, le istituzioni, le scuole, la polizia postale , i gestori delle piattaforme dei social network collaborino per la tutela dei minori e la presa in carico delle vittime da parte dei servizi sociali. Questo l’obiettivo primario. La violenza è in noi e bisogna saperla arginare, affrontandola, comprendendola in noi stessi prima che negli altri. La percezione è comunque quella che la violenza sia inestirpabile dall’umano, che i comportamenti sbagliati continuino a perpetuarsi da una generazione all’altra. Il web, il mondo che cambia, i valori di un tempo sconfitti ci hanno resi ancora più vulnerabili.

Noi adulti siamo i primi a mettere in atto comportamenti aggressivi e violenti e a non essere capaci di metterli in discussione. Ogni volta che urli ed alzi le mani ad un bambino, anche se hai ragione, stai perdendo tu adulto. Il bambino impara dagli adulti, è così che si difendono e che attaccano: con le urla, con le umiliazioni e con le botte. Se è terrorizzato, vedendo un adulto aggressivo che urla ed alza le mani anche lui di conseguenza imparerà a reagire così. Se si è sentito umiliato e ferito, cercherà qualcuno più debole ed indifeso sul quale sfogarsi.     Il cyberbullismo non riguarda solo i minori ma anche il mondo degli adulti in quanto i social media sono lo strumento primario per pressioni psicologiche e di tipo persecutorio ed arginare il fenomeno del cattivo uso delle tecnologie , strumenti primari di comunicazione a distanza nell’Era digitale, per proteggersi dal mondo virtuale è estremamente difficile.

Dott.ssa Doriana Doro Sociologa

Bibliografia -Legge E.Ferrara, 18/06/2017 per il contrasto e la prevenzione al bullismo ed al cyberbullismo. -Inchiesta dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza sul Cyberbullismo. -Conferenza del 26/06/2017 organizzata da CFIS Scuola di Ferrara in collaborazione con l’ USR Emilia Romagna.


Lascia un commento

Anti - Spam *

Cerca

Archivio